«

»

Lug 30

Democrazia mutilata dal PD per evitare discussioni “scomode” in Consiglio Comunale.

democrazia-italia_530x0_90Pochi giorni fa, in occasione della definizione dell’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 29 luglio, ci è stato comunicato dal Presidente del Consiglio Antonio Di Conza e dal Sindaco Giancarlo Lonati che, i suddetti, sentito il parere tecnico fornito dal Segretario Generale dott. Alberto Folli, avevano deciso di non iscrivere all’ordine del giorno le nostre “Mozioni di sfiducia” nei confronti degli assessori Tagliani e Stellardi.

A volte, per mutilare la Democrazia, basta un comunicato di poche righe!

Il nostro Movimento, attraverso quelle due mozioni, voleva avviare, nel luogo preposto a farlo, ossia il Consiglio Comunale, una discussione pubblica, aperta e politica sull’operato di due assessori che, a nostro avviso più di altri, hanno mostrato l’inefficienza di questa Amministrazione. Le mozioni, se accolte dal Consiglio, avrebbero impegnato il Sindaco a ritirare le deleghe a questi assessori e a sostituirli.

Il PD, pur avendo in Consiglio i numeri per bocciare le nostre mozioni, ha considerato queste discussioni troppo pericolose per la sua traballante maggioranza. A questo punto dobbiamo pensare che ci fosse il rischio che qualcuno dei suoi consiglieri avrebbe alzato la mano a favore della sfiducia. È curioso come (questo) il diniego alla discussione delle mozioni arrivi in concomitanza con le dichiarazioni del Sindaco Lonati fatte sulla stampa settimana scorsa: “L’ho detto altre volte. Sono pronto a dimettermi oggi stesso. Se il Pd e la lista “io amo Bareggio” dimostreranno di voler lavorare fino al 2018 per realizzare il programma che ci lega, bene. Se invece mancheranno le condizioni, andremo a casa.” Sembra un vero e proprio avvertimento alla sua maggioranza.

Da tempo voci di corridoio vicine alla maggioranza parlano di un imminente rimpasto, termine tanto caro alla vecchia politica. Fino ad oggi nelle discussioni in Consiglio Comunale sia la maggioranza che la Giunta che amministra il paese sono sempre stati pronti a tessere le lodi dei propri assessori, a questo punto perché si dovrebbe procedere a un rimpasto?

Portando in discussione le nostre mozioni, il Sindaco e chi lo sostiene, avrebbero potuto illustrare l’operato sin qui svolto dall’amministrazione, confutando quanto scritto da noi, invece hanno perso un’occasione per comunicare ai cittadini le politiche svolte.

A questo punto siamo molto curiosi di sapere se a settembre ci saranno cambiamenti nella Giunta e quali saranno le motivazioni che li giustificheranno.

Ritornando al diniego della discussione in consiglio delle nostre mozioni, il Presidente del Consiglio e il Sindaco hanno ritenuto opportuno trincerarsi dietro il parere richiesto al Segretario comunale il quale ha fornito un parere ambiguo, dicendo che la mancata iscrizione all’ordine del giorno delle mozioni non è un atto illegittimo. In base a questa interpretazione è vero anche il contrario, non è illegittimo inserirle nell’ordine del giorno.

A suffragio della nostra tesi riportiamo alcuni Comuni nei quali mozioni di sfiducia agli assessori sono state discusse senza problemi:

  • Comune di Parma
  • Comune di Bologna
  • Comune di Torino
  • Comune di Novara
  • Comune di Cremona
  • Comune di Brescia
  • Comune di Como
  • Comune di Imperia
  • Comune di Mesola
  • Comune di Tortona
  • Comune di Villaricca
  • Comune di Massarosa
  • Comune di Barrafranca
  • Comune di Rapallo
  • Comune di Latina

Mai come in questo caso l’interpretazione del Segretario Generale è discutibile, sia a partire dal concetto stesso di mozione (Regolamento C.C. art.17, comma 1 “La mozione è un atto di indirizzo politico amministrativo deliberato dal Consiglio per impegnare il Sindaco e/o la Giunta al compimento di atti o all’adozione di iniziative di loro competenza o per promuovere una deliberazione su fatti e problemi ai quali la comunità locale è interessata.”), sia per quanto riguarda il rispetto delle basilari regole di democrazia e delle minoranze nelle assemblee elettive.

Per fare un parallelo giudiziario è come quando, in un processo, a causa di prove insufficienti l’imputato viene assolto perché, si dice, è meglio avere un colpevole in libertà che un innocente in carcere. La nostra idea di democrazia è che, salvo il caso di atti palesemente inammissibili perché contrari a leggi o regolamenti, bisogna tutelare il principio di democrazia e confronto democratico, cosa che il Segretario Generale non ha fatto. In questo caso invece, di fronte a norme e regolamenti opinabili e ad una giurisprudenza che ha numerosi casi a favore delle mozioni di “sfiducia” individuali, si è scelto di mutilare la democrazia. Per difendere il potere si è preferito mettere in carcere l’imputato innocente.

 

Si allega:

Parere del Segretario Generale

Risposta del Consigliere Ligorio

Ulteriore risposta del Segretario Generale

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookies per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookies o clicchi su "Accetta" permetti il loro utilizzo.


I cookies da noi utilizzati sono esclusivamente cookies tecnici col solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice).
Questo sito non fa utilizzo di cookies di profilazione (volti a creare profili relativi all'utente che vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete) né proprietari né tanto meno di cookies di terze parti (utilizzati da altri soggetti rispetto agli autori del sito e sempre finalizzati a profilare gli utenti per offrire pubblicità personalizzate).

Chiudi